1) Lokomotiv Mordor 13 (+8)
2) Indomiti Barzi 12 (+25)
3) Atletico Leonzio 10 (+10)
4) Briganti Della Sila 8 (+9)
5) Digger Twins 6 (-10)
6) Lanternati 3 (-10)
7) Rifondazione 3 (-10)
8) Freebirds 2 (-5)
9) Under The Bridge 2 (-17)

Nel 1859, anno in cui l’immenso Charles Darwin dava –finalmente- alle stampe “L’Origine delle Specie”, la SJCA non esisteva ancora. E nemmeno l’Italia. Mi riallaccio poiché quest’anno l’amato/odiato “stivaletto” compie appunto 150 primavere, se non come entità geografica almeno come entità politica, economica e sociale. Una considerazione sulle primavere suddette? Boh, sono quasi vent’anni che molti di noi odiano profondamente un uomo e questa cosa –apparentemente- gli porta bene. E se cominciassimo tutti ad amarlo invece? Che ne sai, magari sarebbe la sua fine davvero.  Ma tutto sommato che ci importa? Per noi c’e’ la SJCA. Mentre non riesco davvero ad immaginare l’Italia delle città dei paesi e dei  latifondi senza i suoi fenomenali dialetti, devo riconoscere che Zavattini e De Sica (il Vittorio of course) avrebbero immaginato e scritturato Cristian Torretta per Miracolo a Milano. I prodromi della SJCA sui Navigli? Comunque, poche chiacchiere. Non riesco per ora ad immaginarvi senza SJCA. La SJCA stessa esiste perché io vi penso. Che film ragazzi! Chi l’ha visto lo riveda e chi non l’ha visto lo riveda pure. L’ha visto anche la Rowling. Come quando giri a piedi (o anche in macchina o in tram se vuoi) ti sembra di rivedere innumerevoli film e telefilm a San Francisco allora forse se vedi il Duomo è come vedere una Hogwarts piovosa ma sempre con uno spiraglio di sole. Più che Miracolo a Milano sembra Romantico a Milano a Porta Ticinese. Ma che ci vuoi fare? La SJCA stessa piange quando io vi penso. Ma se nel 1859 la SJCA non esisteva mentre da 19 anni esisteva il francobollo –che secolo il XIX- non esisteva nemmeno Nature (1869), la Juve (1897) e i Red Sox (1901) e la SJCA (2002) ma la sorca si. Quella esiste da sempre. E infatti dopo ‘ste 150 primavere ci ritroviamo con Garrone e Sorrentino (e non possiamo nemmeno lamentarci) ma abbiamo perso per strada i Maestri veri quelli con la M maiuscola che ci hanno accompagnato nei sogni di nazione giovane e recuperata, rinsavita, rinsaldata e riappiccicata (col Vinavil) dal ’48 in poi.  La SJCA esiste perché a volte vi penso prima di addormentarmi.  Niente di nuovo in realtà sul fronte della SJCA. Il Campionato è affascinante e la “nuova idea” della Coppa intercalata pure. E’ vero ci sono squadre in difficoltà. Ma quali difficoltà alla fine? Se compariamo la nostra giornata rispetto a quella di un uomo di 150 anni fa ci fanno sorridere le nostre difficoltà da società del benessere estremo e dello stress estremo –che è un divertimento pure quello- e della incomunicabilità estrema. Ah ah ah ah ah! Ma la SJCA serve a qualcosa allora? Boh, intanto il Mordor ha trovato un assetto interessante –la cui nota principale mi sembra essere quella di un recuperato Mascelloni che non parte più davanti alla porta avversaria come boa lenta e prevedibile- ma scintilla e rizizzaga da arzillo karateka partendo da “lontano” e facendo tanto male alle difese. Se non son goals sono assists. Andatevi a vedere quanti assists ha consegnato SuperMario. Andateli a vedere i suoi numeri su Wikipedia. Lo confesso sono innamorato di questo giocatore. E’ paradossale ma penso che sia lui il simbolo se non più bello più calzante dello stivaletto. E gli assetti (e saper tenere la palla bassa) pagano, certo che pagano, e 13 punti pagano. Pagano la testa della SJCA. Ma se si parla di palla bassa allora come non pensare agli UTB del Colonnello? Questi ragazzi giocano a memoria e le loro difficoltà sono proporzionate, non tanto secondo me alle “assenze” di King Danese, ma all’aver perso un gran portiere.  In mezzo a questi estremi gli altri teams si allungano e separano in un mazzolin di punti e fiori. Occupano tanti livelli energetici ma difficilmente lo stesso. Ogni team rincorre i suoi fantasmi e i suoi problemi. Le sue sconfitte e le sue vittorie. I propri giocatori.  Mentre I pareggi non si rincorrono mai. Si rincorrono invece i figli. E appunto in mezzo a tanti figli e figlie la SJCA potrebbe raggiungere i  9 anni. E anche i 10 anni forse. Ma se i 10 anni di SJCA fossero assimilabili a 150 anni di stivaletto? Allora? Allora sarebbe di nuovo un Miracolo questa volta ne’ a Milano né in Scozia ma a Romulea in San Giovanni in Roma. Per ora –in mezzo a pioggia, freddo e bufere- è il solito pazzo Challenge che ci appassiona e che in fondo non è mai uguale a se stesso. E già questo sarebbe un gran successo. Ma il gran successo è che vi voglio ancora bene. Tanto.
Night.